La Flora


 
 
 

 

Nel lontano 1760, l'isola di  Lampedusa era ricoperta di un'alta macchia a tratti vera e propria boscaglia, da cui pirati arabi e maltesi ricavavano prezioso legno, formata da: Melograno (Punica granatum),  Ulivo (Olea europacea) e il Pino d'aleppo (Pinus halepensis) che oggi grazie a diversi interventi del Corpo Forestale della Regione Sicilia, cominciati già nel lontano 1966 hanno consentito il rimboscamento.

Tuttavia  la forma di vegetazione prevalente nell'isola è la gariga-steppa, costituita da asfodeli, asteracee e distese di Scilla marittima. Una della forme più mature di gariga (con Euforbia, Lentisco, Macchia della seta, Camedrio, Thè siciliano) la possiamo trovare nei Valloni, dove ancora oggi riescono, stranamente, a sopravvivere alcuni preziosi individui  dell'antica macchia, come ad esempio:
il Ginepro fenicio,  il famosissimo Carrubo e rari oleastri. La vegetazione lampedusiana viene anche caratterizzata dalle splendide distese di Limonium lopadusanum, i cui pulvini producono una  delicata fioritura.  In Europa, solo a Lampedusa e nella Spagna meridionale, si può trovare la Centaurea acaulis, una specie che cresce spontaneamente in Nord-Africa.
Ma il  vero gioiello botanico (presente, in tutto il mondo, solo a Lampedusa) è senza dubbio la Stapelia, cioè la Caralluma europea, una pianta nordafricana dall'aspetto di una cactacea con fioritura stelliforme. Importante è altresì il contingente di specie endemiche, poichè queste ed altre specie rare testimoniano i collegamenti che l'isola ha avuto sia con l'Africa che con la Sicilia.